L'ospite sgradito
Organismo lacerato fino allo spasimo dell'ultima sua cellula, da oltre
cinquant'anni la scrittura di Carlo Villa diagnostica l'esistere
nominandone le diffuse patologie con un pessimismo lucido dovuto a una
carica disperatamente curativa.
A partire da quel "Privilegio" che gli meritò l'introduzione di
Pasolini, a "Solo sperando nauseati" e "La nausea media", anticipati
sugli ultimi Menabò, Villa ha sempre percepito la parola al suo uso più
responsabile - com'ebbero a segnalare Vittorini e Calvino, che lo
vollero per questo all'Einaudi - ultimamente utilizzandola in
implacabili puntate d'un giornale alla Eluard ben poco letto dalla
critica, scomparsi con i garanti già ricordati, Paolo Milano, Maria
Corti, Alfredo Giuliani e Cesare Garboli, che pure l'apprezzarono nel
tempo. Un silenzio che non ha scoraggiato il nostro autore, pur sorpreso
- di qui il presente titolo mutuato da Fortini - di quanto viene invece
amplificato nelle lettere senza rischi d'impresa.
Laboratorio su ciò che significa scrivere, oggi che i tranelli del
mercato hanno finito per alienarlo nelle mille infezioni del soldo, con
Villa la trama dei pensieri scontenti si carica d'uno stile
espressionisticamente ironico nel rovistare il glutine dell'attualità
politica, l'autolesionistica pigrizia che evita il pensare e
l'altrettanto diffusa volgarità d'un "condominio" globalizzante la
dialettica più laida, facendosi laica scrittura tesa a riordinare lo
stolido e lo sghembo attraverso un'aspirazione pagina dopo pagina di
vibrante ansia civile, restando emblema eretico e arca d'un'alleanza
puntualmente delusa nell'offrirsi senza distrazioni a quanti di tanta
vigorosa eticità non sentono alcun bisogno: per questo isolamento incisa
anche di più la morsura del suo discorso. In Carlo Villa lo scrivere,
già di per sé causa persa, è una macchina che non rappresenta solo la
realtà, la realizza, per raccontare da perdente un rigore d'utopica
urgenza, la scrittura per dirlo scontrosa e impegnativa per
l'improbabile lettore chiamato ad assaporarla.