|
Caratteristiche: cm 14x21x2,1
pagine 436 gr 529
|
| (2008) |
| Prezzo:
€ 18,00
|
Pensiero
in movimento per una ricognizione del mondo in forma di destino
collettivo; indagine appassionata tramite frammenti e citazioni di
letture in corso d’opera; paragrafi per disconoscere la vita che più
sconcerta; affaccendato strumento poetico a fermare analisi d’una
felicità negata, volta a un pessimismo inesorabile; spunti per una
religiosa esigenza d’impossibile giustizia; imperioso assetto d’un
laboratorio che sgomenta al corrompersi dell’uomo dietro a mance dal
premio squallidissimo; fede illuminista scossa da un continuo fremito
disilluso, con Impronte Carlo Villa, dopo altrettante, risentite
puntate d’analogo contenuto e forma, impegna la scrittura ancora
nell’attualità con uno slancio intenso e vitale, sostenendovi l’uomo
nella sua tragica condizione.
Con trasporto dolente e malinconico rimurginio, ne vive lo squallore,
sempre dal di dentro, mai cedendo all’effetto contrario e il clima che
vi si respira è costantemente commosso per ampiezza d’interessi,
germinali intuizioni, metafisiche angosce, lo smarrimento manifestando
un dolore antico, presente già in molti altri titoli di Villa: che si
staglia così nella storia delle nostre lettere quale ritrattista fedele
d’un’indole tormentata, in un sempre originale linguaggio combinatorio
e industrioso, per immagini vivaci e stile personalissimo nell’arte del
comporle.
Impronte, con i titoli che di tale assunto lo precedono, editi pure
dalla Società Editrice Fiorentina, forma un trattato sulle passioni
d’un’epoca ed è un’adulta storia di sentimenti attuali; un manuale di
filosofia pratica; un galateo morale; un macchiavello della vita
sull’arte d’essere infelice per mancanza di riscontri diversi,
ergendosi a orazione enciclopedica sulle cose come dovrebbero essere e
non saranno mai, dandone cognizione ispida, quanto limpidamente
inutile, già sapendolo bene il fallimento del panegirico.
Operetta morale e zibaldone indefesso, non suonasse presuntuoso
l’accostamento leopardiano, del recanatese l’opera di Villa ne percorre
comunque i pegni. Né sarebbe di minore azzardo alludere a quel Trésor
di Brunetto Latini, non valesse d’affatto peregrina indicazione di
lettura, per lo meno per le dodici qualità ivi elencate a venir scelto
a reggitore della cosa pubblica: in questo libro d’ore di Carlo Villa
quanto spesso sottolineato il problema con disperato vigore. |
|
|
Carlo Villa, Impronte, Firenze, Società Editrice Fiorentina, 2008 |
|