segni di villa

 

Villa ha sempre frequentato la pittura con la stessa disinvoltura con la quale - attraverso la scrittura - percorre la narrativa, il teatro, la poesia, la saggistica, la cronaca intimista, insomma tutto ciò che da segno può farsi parola, senso.
Egli non è multifunzionale alla scrittura d'arte, in tutti i suoi aspetti, ma funzionale alla comunicazione letteraria, nel senso che il grafema è sempre il mezzo di un ininterrotto respiro dell'esserci, testimonianza di sé, con la contaminazione spontanea tra prosa e poesia, tra scrittura e segno grafico.

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Scrivo contro l'inerte e la disattenzione, perché il lettore non sia più inerte né disattento; con un discorso lasciato aperto, perché siano i lettori a deciderne l'incarto. Intrigo di significati, le cose non potendosi più descrivere, allora recuperarle, mettendo pruina loro le maschere; scrivo per chi è capace da questi totem d'avere il soprassalto. Mai il ristagno, che significherebbe essere incappati nel consumo, sempre negativo; infatti non è un istinto primario, come lo è 1'aggressività, è un  porsi sempre in gioco. "
La pittura diventa un modo di rendere curva la parola, disegnando forme, profili e segni come in una dimensione dell'altrove parallelo, nel quale è comune il tempo dell'esperienza poetica e fisso il suo dettato etico.
Le immagini proposte in questo limitato percorso sono ritagliate dai quadri di Villa con la spudoratezza e l'arbitrio di un lettore qualsiasi, ma con la determinazione di raccogliere la testimonianza di una esistenza di vita e di letteratura altrimenti ripiegata su se stessa per l'eccesso di un rumore di fondo disturbante che rende la voce di Villa flebile a causa del suo pudore all'urlo e allo schiamazzo.
Le poesie - prese alla rinfusa dalla produzione di Villa - e poste a lato delle immagini, non sono didascaliche di queste, perché non sono complementari, né subordinate, ma vogliono proporre un raddoppiamento di lettura attraverso uno strabismo opportuno della intelligenza del lettore.
( Gene Immediato )