Villa si muove con sapienza nella realtà fra le più alte. Ciò che ha fatto Peyrefitte, Villa lo riprende non come giudice, ma come vittima. ( Carlo Bo )
Villa è dei nostri per la compenetrazione di figurativo e astratto voluto attraverso impasti espressionistici: nel disossato schema di geometrie semplificanti, pregrammaticali: nel rigurgito d’una scontentezza sociale dai risvolti conditi a dovere, con classe: un caso d’inquietudine linguistica abrasiva, stravolgente. ( Pier Paolo Pasolini )
Villa, d’una sconvolgente autenticità, è un «homme révolté» nel senso illustrato da Camus, con in più il dolore e il gusto di esserlo. ( Gian Carlo Vigorelli )

Segni di Villa

Villa ha sempre frequentato la pittura con la stessa disinvoltura con la quale - attraverso la scrittura - percorre la narrativa, il teatro, la poesia, la saggistica, la cronaca intimista, insomma tutto ciò che da segno può farsi parola, senso. Egli non è multifunzionale alla scrittura d'arte, in tutti i suoi aspetti, ma funzionale alla comunicazione letteraria, nel senso che il grafema è sempre il mezzo di un ininterrotto respiro dell'esserci, testimonianza di sé, con la contaminazione spontanea tra prosa e poesia, tra scrittura e segno grafico. " Scrivo contro l'inerte e la disattenzione, perché il lettore non sia più inerte né disattento; con un discorso lasciato aperto, perché siano i lettori a deciderne l'incarto. Intrigo di significati, le cose non potendosi più descrivere, allora recuperarle, mettendo pruina loro le maschere; scrivo per chi è capace da questi totem d'avere il soprassalto. Mai il ristagno, che significherebbe essere incappati nel consumo, sempre negativo; infatti non è un istinto primario, come lo è 1'aggressività, è un porsi sempre in gioco. " La pittura diventa un modo di rendere curva la parola, disegnando forme, profili e segni come in una dimensione dell'altrove parallelo, nel quale è comune il tempo dell'esperienza poetica e fisso il suo dettato etico. Le immagini proposte in questo limitato percorso sono ritagliate dai quadri di Villa con la spudoratezza e l'arbitrio di un lettore qualsiasi, ma con la determinazione di raccogliere la testimonianza di una esistenza di vita e di letteratura altrimenti ripiegata su se stessa per l'eccesso di un rumore di fondo disturbante che rende la voce di Villa flebile a causa del suo pudore all'urlo e allo schiamazzo. Le poesie - prese alla rinfusa dalla produzione di Villa - e poste a lato delle immagini, non sono didascaliche di queste, perché non sono complementari, né subordinate, ma vogliono proporre un raddoppiamento di lettura attraverso uno strabismo opportuno della intelligenza del lettore. ( Gene Immediato )

Pubblicazioni 2003-2015


         
         
     

 

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